Italia Viva strizza l'occhio al PD, Valenti: "Ben venga, no a veti"

Il segretario dem: "Non si mettono veti e non si accettano, a quel punto si può cominciare a ragionare insieme"

Di Cristian Lamorte | 25 Luglio 2024 alle 19:15

Ben vengano nuovi vecchi alleati ma senza veti per la costruzione di un centrosinistra seriamente unito contro l’attuale centrodestra di governo. Il Pd senese plaude alla virata a sinistra di Italia Viva traghettata dal suo leader Matteo Renzi e che avrebbe già ottenuto il beneplacito della base e dei vertici senesi e toscani della stessa Italia Viva. Il Pd apre le porte ad una nuova alleanza riformista ma guai a dettare le condizioni.

“Io sono convinto che per battere questa destra c’è bisogno di tutti, bene vengano forze riformiste, progressiste, moderate che si riconoscano nell’alveo del centrosinistra – spiega Andrea Valenti, segretario provinciale del Pd di Siena -. Sarebbe stato importante farlo anche per le elezioni amministrative ma in politica, in qualche modo, il passato si cancella velocemente. Sono completamente d’accordo. E’ chiaro che c’è solamente una nota: queste cose si fanno senza mettere veti, non si accettano e non si mettono. A quel punto allora si può davvero iniziare a ragionare insieme”.

Un nuovo centrosinistra allargato guarda già alle elezioni regionali del 2025 allo scopo di confermare proprio una base di governo a palazzo Strozzi Sacrati.

“Già la Regione è governata da un insieme di forze che comprende Italia Viva – spiega ancora Valenti -. Io m’immagino un campo ancora più largo, per me non sarebbe sbagliato anche un coinvolgimento del Movimento 5 Stelle, Azione, Più Europa e di tutte le forze progressiste. Non perché dobbiamo fare per forza un compattamento contro la destra ma perché credo che queste forze possano e debbano dialogare. Abbiamo visto come il voto europeo evidenzi delle spaccature nel centrodestra, se a quelle spaccature noi reagiamo con unitarietà d’intenti e di programmi probabilmente veniamo premiati. Se continuiamo a mettere continui distinguo, a farci le pulci o a dividere il capello in quattro tra di noi, la situazione diventa problematica”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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